giovedì 14 febbraio 2008
Elezioni: le novità del decreto legge varato oggi
Tempo di elezioni e di chiarimenti. Anche a Lanciano!
Le segreterie dei partiti sono dunque al lavoro, tentando la possibile quadratura del cerchio, che –come avviene sempre in queste occasioni- creerà morti e feriti sul campo, “cambiali” politiche da pagare, promesse di future candidature o di futuri incarichi “in caso di…”. Ed intanto sulla stampa da tempo impazza il toto-nomine per un posto in Parlamento.
Le voci sulla possibile candidatura di Filippo Paolini al Senato (o alla Camera) troveranno risposta fra breve. Anche se è da sciogliere il nodo più importante: la posizione in lista. Sappiamo essere questo l’aspetto fondamentale di questa legge elettorale. Un piazzamento ai piani bassi della lista precluderebbe ogni possibilità di elezione, sarebbe quindi una semplice “candidatura di bandiera”.
Alleanza Nazionale, comunque, sin da ora appoggia la candidatura di un rappresentante del nostro territorio sotto l’insegna del Popolo delle Libertà, la lista unica di Alleanza Nazionale, Forza Italia e di qualche altra formazione politica minoritaria del centrodestra (senza Mastella!).
Le recenti “forzature” di Casini a correre da solo per Palazzo Chigi speriamo rientrino senza troppi traumi: se Casini vuol veramente gareggiare da solo, si tratterebbe di un suicidio politico, di un autogol clamoroso e di un vero e proprio regalo al PD e a tutto il centrosinistra. A meno che i suoi piani siano quelli di un centro moderato a fare di nuovo l’ago della bilancia della politica nazionale, una volta a sinistra, una volta a destra…
Questo farebbe sprofondare ancor di più il nostro Paese, sarebbe un disastro già sperimentato con i 2 anni di Governo Prodi all’insegna dell’instabilità e della paralisi politica.
Tuttavia, senza alcun accento polemico, è il caso di sottolineare, come è sotto gli occhi di tutti, la situazione di difficoltà creatasi negli ultimi mesi nel centrodestra locale in merito al rientro di AN in maggioranza in consiglio comunale.
Una situazione di stallo causata più da posizioni pregiudiziali e da personalismi, come se AN fosse il diavolo in persona, che da divergenze politico-programmatiche. E’ necessario ora dimostrare senso di responsabilità, quella responsabilità che deve avere una classe dirigente politica che sarà chiamata a guidare il Paese nel prossimo quinquennio.
E’ necessario chiarire alcuni “passaggi” politici, formalizzare alcuni momenti nelle opportune sedi istituzionali, senza se e senza ma, senza veti e senza “paletti”, senza furbizie e senza ulteriori inspiegabili rinvii. Dobbiamo ritrovare la serenità per poter lavorare assieme alla vittoria del centrodestra a Lanciano e in Italia.
Per fare questo è necessario un tavolo politico di tutto il centrodestra: urgente, chiaro, concreto, unito. A queste condizioni AN è disponibile a partecipare e a dare il suo contributo.
Gli elettori ci vogliono insieme, non vogliono una coalizione divisa e litigiosa: non possiamo e non vogliamo deluderli, a partire da Lanciano!
Il Presidente
Marco Di Giovanni
mercoledì 13 febbraio 2008
Il Sindaco Paolini rinuncia (forse) a candidarsi
Fonte: IlGiornaleDellaFrentania
Elezioni: Casini candidato premier,l'Udc corre da sola
I due leader del centrodestra, hanno spiegato Ronchi e La Russa, hanno in agenda anche altre iniziative comuni nel corso della campagna elettorale. "La struttura di AN - precisano Ronchi e La Russa - resta in piedi e sara' strettamente intersecata con quella di Forza Italia. Ci sara' la massima sinergia tra i due partiti". Sul duello PDL-UDC il capogruppo di An a Palazzo Madama, Altero Matteoli osserva: "Non possiamo che augurarci ancora che ci sia con l'UDC un accordo pieno con il Pdl".
Elezioni: Veltroni si accorda con Di Pietro,in stand by i radicali, da soli la Cosa Rossa ed i Socialisti
L'accordo e' stato trovato nel corso dell'incontro (durato meno di un'ora) che si e' svolto al loft tra Di Pietro e il leader del Pd. Esito diverso, invece, ha avuto l'incontro di questa mattina con i Radicali con i quali si e' registrato un nulla di fatto. Al leader del Partito Democratico, Marco Pannella, Rita Bernardini e Marco Cappato hanno ribadito la proposta politica che considerano "piu' adeguata" e cioe' quella "di una coalizione" oltre a ribadire l'esigenza di tenere il proprio simbolo e l'urgenza di riforme economiche. I radicali sono in attesa di una controproposta di Veltroni, che arrivera' solo dopo l'Assemblea costituente del Pd in programma sabato 16 febbraio. Le alleanze diventano cosi' piu' definite. Correrano da soli la Cosa Rossa e i Socialisti. Intanto, oggi pomeriggio Veltroni si dimettera' da sindaco di Roma. Sabato l'Assemblea costituente del Pd approvera' lo Statuto, il codice etico e il manifesto dei valori e dara' il via ufficiale alla campagna elettorale del leader del Partito democratico.
martedì 12 febbraio 2008
Torna a sinistra il debole per la grande distribuzione
Assunzioni alla Regione. Ecco la lista dei figli (parenti) di un dio maggiore



lunedì 11 febbraio 2008
Di Stefano (An): “L’Aquila non diventi oggetto di campagna elettorale”
domenica 10 febbraio 2008
Berlusconi riparte con i sondaggi: quasi il 50 contro il 26
10 febbraio: Giorno del Ricordo

Ricordo le migliaia e migliaia di uomini, donne, anziani e bambini, lasciati morire nel buio di una foiba, seppelliti vivi tra i morti. Perché si risparmiassero le pallottole. Ricordo maestri, preti, soldati, operai, studenti seviziati e uccisi dalle milizie comuniste jugoslave nelle scuole, in strada, in chiesa, in casa propria. Cadaveri disseminati senza pietà lungo tutto il confine nord-orientale d'Italia. Ricordo giovani donne torturate con tenaglie roventi, rinchiuse in gabbie di ferro, stuprate ed esposte al ludibrio degli uomini di Tito. Ricordo quei carnefici ancora impuniti, prosciolti dall'accusa di sterminio per aver operato in territorio "extranazionale" o mai neanche processati. Ricordo la disperazione dei 350 mila esuli italiani di Fiume, dell'Istria, della Dalmazia. Costretti ad abbandonare le loro case, le loro terre, i loro ricordi radicati nei secoli. Ricordo migliaia di persone scomparse nel nulla che l'Italia, l'Europa ed il mondo hanno fatto finta di dimenticare. Ricordo il silenzio degli storici di partito e l'omissione complice della scuola pubblica italiana, perché le giovani generazioni non sapessero, perché non ricordassero. Il 10 febbraio di ogni anno, nel "Giorno del ricordo in memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo giuliano - dalmata e delle vicende del confine orientale" io indosso il fiocco tricolore per tributare il mio riconoscimento a questi Figli d'Italia troppo a lungo dimenticati.

ANCHE ALLEANZA NAZIONALE DI LANCIANO ADERISCE AL COMITATO 10 FEBBRAIO PER NON DIMENTICARE I MARTIRI DELLE FOIBE
sabato 9 febbraio 2008
Nascita del PDL: dichiarazioni
Il patto politico elettorale tra An e Forza Italia, che ci auguriamo trovi partecipi l'Udc e quanti diedero vita alla Cdl e l'impegno a gruppi parlamentari comuni realizza il sogno del popolo di centrodestra che diede vita alla grande manifestazione del 2 dicembre 2006. Nasce un grande progetto per vincere e governare l'Italia. Alleanza nazionale con la sua identità, i suoi valori, con la sua gente e le sue strutture partecipa con convinzione a questa grande sfida. Il 13 aprile dalle urne e, successivamente dal congresso nazionale di An, verrà la conferma della necessità e della validità di imprimere una decisiva accelerazione al bipolarismo italiano.
"Il 13 aprile nascerà nelle urne un nuovo grande soggetto politico, ispirato ai valori del Ppe e quindi alternativo alle sinistre. Condivido pienamente la proposta del presidente Berlusconi di dare un unica voce in Parlamento al 'popolo del 2 dicembre', il Popolo delle Libertà. Mi auguro che anche gli amici dell'Udc vogliano contribuire a scrivere questa importante pagina. Nei prossimi giorni chiederò doverosamente alla direzione di An, di ratificare questa decisione". E' quanto afferma il presidente di Alleanza nazionale, Gianfranco Fini, al termine dell'incontro con il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, tenutosi questa mattina a palazzo Grazioli.
Foibe: dichiarazioni di Gasparri e Meloni
"Rattrista vedere ancora episodi di intolleranza e di viltà in occasione della Giornata del ricordo dedicata ai martiri delle Foibe. Da quando è stata approvata la legge in Parlamento, tanti sono stati i momenti istituzionali di ricordo di questi martiri e tutti abbiamo presente le forti parole pronunciate dal Presidente della Repubblica Napolitano l'anno scorso. Nonostante questo impegno delle istituzioni, dobbiamo ancora registrare a Roma e in altre città fenomeni di intolleranza e di viltà. Pubblici amministratori che si defilano, manifestazioni che non si possono tenere ed altri episodi deplorevoli.
"L'Italia è tenuta in ostaggio da gruppetti di facinorosi, appartenenti alle frange estreme della sinistra, che ogni quindici giorni decidono di cosa si può e di cosa non si deve parlare e il mancato svolgimento del convegno previsto questa mattina al Teatro Brancaccio di Roma ne è la chiara dimostrazione. Consideriamo il Giorno del Ricordo - istituito con una legge dello Stato approvata quasi all'unanimità dal Parlamento - non un traguardo ma un importante punto di partenza verso la costruzione di una memoria nazionale condivisa. Proprio perché crediamo che il 10 febbraio debba essere una data capace di unire l'Italia, ci opponiamo ad ogni forma di strumentalizzazione ideologica e politica.
Paolo Di Nella PRESENTE! 9-02-1983/9-02-2008. A 25 anni dal suo sacrificio


Commercianti inviperiti al mercato di Lanciano: canone per gli spazi da 100 a 1877 euro mensili
Agli esercenti la Summa avrebbe chiesto un canone mensile medio di 1877 euro: 485 per l'occupazione degli spazi, 800 euro per l'utilizzo delle attrezzature e 355 euro al metro quadro per costi di gestione. In passato, invece, il canone si aggirava intorno ai 100 euro mensili.I commercianti, che questa mattina hanno protestato davanti al mercato, si sono rivolti ad un legale per chiedere l'intervento del Comune per la violazione da parte della Summa della convenzione stipulata con l'amministrazione comunale che prevedeva invece l'applicazione di un canone di 485euro al mese.
venerdì 8 febbraio 2008
Donna Assunta boccia la lista unica: «Fini non è il padrone del simbolo»
«Non può mettere la fiamma in soffitta, riunisca la gente di An. Spero che ci ripensi»
Donna Assunta Almirante prende le distanze dal leader di An Gianfranco Fini, che ha aderito al Popolo della libertà di Silvio Berlusconi. La moglie dello storico fondatore del Msi si definisce «in uno stato di confusione totale e- assicura- come me lo saranno molti elettori che sulla scheda elettorale non troveranno più il simbolo della fiamma. Possibile - si chiede- che Fini, di cui tutto si può dire tranne che sia uno stupido, non abbia vagliato più attentamente la situazione prima di prendere questa scelta?». Perché, avverte, «se Fini ha veramente intenzione di mettere il simbolo in soffitta, ci sarà sicuramente qualcuno che si alza in piedi e dice: "Bene, se la fiamma non t'interessa, allora me la prendo io. Ci sarà eccome quel qualcuno...».
Donna Assunta, poi, lascia aperto uno spiraglio: «Spero che sia una decisione momentanea, provvisoria. Dettata dalla consapevolezza che il Pd si può sconfiggere solo uniti». Insomma, sintetizza, se si trattasse di un semplice «accordo elettorale», allora la mossa avrebbe la sua benedizione. Comunque, la scomparsa del simbolo di An, sottolinea Donna Assunta, «resta un fatto molto negativo, che può mettere a rischio l'esito del voto». Poi, una bacchettata alla scelta di andare subito alle urne: «È stato sbagliato chiedere di andare in fretta e furia al voto. Prima- osserva- andava fatta la riforma della legge elettorale: è questo che vuole veramente il popolo. Le elezioni le vogliono solo i partiti e i politici».
Petizione per dire NO a Mastella nella CDL!
- On. Silvio Berlusconi (Forza Italia)
- On. Gianfranco Fini (Alleanza Nazionale)
- On. Pierferdinando Casini (UDC)
- On. Umberto Bossi (Lega Nord)
I sottoscritti cittadini italiani chiedono con fermezza alle Segreterie Nazionali dei partiti che compongono la Casa delle Libertà (Forza Italia, Alleanza Nazionale, Unione dei Democratici Cristiani e Democratici di Centro, Lega Nord) di scongiurare ogni ipotesi di accordo politico-elettorale con il movimento UDEUR di Clemente Mastella in vista delle prossime elezioni politiche del 13 e 14 aprile 2008.
I sottoscritti firmatari della presente petizione annunciano sin da ora che, nel caso di intesa elettorale con l’UDEUR, in segno di protesta plateale sono pronti a rinunciare all'esercizio del diritto di voto alle prossime consultazioni elettorali.
Tante sono le motivazioni che spingono ad una simile richiesta.
Reputiamo che il Sen. Mastella rappresenti il peggior esempio che la politica italiana possa offrire: campione eccellente di trasformismo, pronto a salire immediatamente sul “carro dei vincitori”, paladino di una politica affaristica e di piccolo cabotaggio.
Nel 1994 col centro-destra, poi con il centro-sinistra, adesso forse di nuovo con il centro-destra, oltre ad accordi locali sparsi ovunque che vedono l’UDEUR da una parte o dall’altra, ma sempre con la maggioranza: i cittadini italiani sono stufi di questi “pendoli” politici che si spostano secondo la convenienza politica. Crediamo che la visibilità ed il peso politico che si vuole attribuire all’UDEUR sia di gran lunga superiore rispetto al consenso elettorale conquistato.
Non ravvediamo nessuna necessità di una simile alleanza e, ad ogni modo, è meglio perdere le elezioni da soli che vincerle con Mastella.
Crediamo che un accordo politico-elettorale con l’UDEUR, basato sulla condivisione di un programma, rappresenti un “minus” e non un valore aggiunto per la coalizione intera, una perdita di consenso e di credibilità del centro-destra nei confronti del corpo elettorale.
E poi chi ha tradito una volta, è pronto a farlo di nuovo senza remore: già intravediamo il solito gioco di ricatti e di pretese a cui Mastella ci ha abituato in questi anni, senza tralasciare l’aspetto etico di un’intesa con un simile personaggio politico.
Ripercorriamo alcuni episodi importanti della vita e della carriera politica del Segretario Nazionale dell’UDEUR.
• Nel 2000 Clemente Mastella è testimone di nozze del braccio destro di Bernardo Provenzano, Francesco Campanella, l'uomo che fornì a Provenzano i documenti falsi per andare in Francia a operarsi alla prostata. Campanella era il segretario dei giovani dell'UDEUR.
• A luglio 2006, Mastella - in qualità di ministro della Giustizia – propone e fa varare in Parlamento un provvedimento di indulto, che prevede la scarcerazione di circa 15 mila carcerati e uno sconto di pena fino a 3 anni per reati tra i più svariati (tranne i reati di terrorismo, strage, banda armata, schiavitù, prostituzione minorile, pedo-pornografia, tratta di persone, violenza sessuale, sequestro di persona, riciclaggio, produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti, usura e quelli concernenti la mafia). Nello stesso periodo si esprime a favore della completa impunità per tutti i personaggi e le società coinvolte nell'inchiesta Calciopoli.
• Il 23 ottobre 2006, la Camera dei deputati ha approvato in via definitiva la legge 24 ottobre 2006 n. 269 (meglio nota come Ddl Mastella) che modifica e sospende alcuni aspetti della riforma dell'ordinamento giudiziario licenziata nella XIV legislatura, in particolare per quanto riguarda le disposizioni sulla separazione della carriere dei magistrati e sull'accesso in magistratura.
• All'inizio del febbraio 2007 egli viene raggiunto da un avviso di garanzia da parte della Procura della Repubblica di Napoli. L’ipotesi formulata dagli inquirenti è quella di concorso in bancarotta fraudolenta per il fallimento del Napoli Calcio, dichiarato nel 2004 con sentenza del Tribunale di Napoli. L'iscrizione nel registro degli indagati rappresenta un fatto dovuto, dal momento che, all'epoca della commissione dei presunti illeciti (2002), Mastella era vicepresidente della società e membro del consiglio di amministrazione. Interpellato al riguardo, Mastella si è dichiarato estraneo al crac, sostenendo di non aver mai partecipato direttamente alla gestione della Società.
• A settembre 2007 ha chiesto al Consiglio Superiore della Magistratura di disporre il trasferimento cautelare d'ufficio nei confronti del pubblico ministero di Catanzaro Luigi de Magistris, il magistrato stava indagando su un presunto comitato d'affari composto da politici e magistrati lucani
• Il 14 ottobre 2007 Mastella viene iscritto nel registro degli indagati della procura di Catanzaro nell'ambito dell'inchesta "Why not": l'ipotesi di reato è abuso di ufficio. Il coinvolgimento del Ministro nell'inchiesta sarebbe motivato dai suoi presunti rapporti con l'imprenditore Antonio Saladino. L'indagine coinvolgerebbe l'attività imprenditoriale di Saladino, titolare in passato di una società di lavoro interinale denominata "Why Not". Agli atti figurano, tra l'altro, intercettazioni di colloqui telefonici tra Mastella e Saladino.
• Il 16 gennaio 2008, dopo il provvedimento di arresti domiciliari nei confronti della moglie Sandra Lonardo, Mastella presenta le sue dimissioni da ministro, sostenendo di essere vittima, insieme alla sua famiglia, di un attacco della Magistratura. Le dimissioni vengono respinte dal Presidente del Consiglio Romano Prodi e nel tardo pomeriggio della stessa giornata le agenzie di stampa scrivono che anche lo stesso Mastella sarebbe indagato nell'ambito dell'inchiesta riguardante la moglie.
• Le sue dimissioni dalla carica sono motivate dalla "mancata solidarietà politica" da parte del centro-sinistra rispetto alla vicenda che lo vede indagato.
• Il giorno seguente, Mastella conferma le proprie dimissioni ed annuncia che il suo partito, l'Udeur, darà "appoggio esterno" al Governo; il 21 gennaio 2008, Mastella modifica la propria posizione dichiarando di uscire dalla maggioranza e di voler votare no alla questione di fiducia
• Il 21 gennaio 2008 apre la crisi di governo durante un comunicato stampa dalla sede dell'UDEUR dichiarando di lasciare la maggioranza dopo 2 anni
• Il 23 gennaio 2008 l'UDEUR si astiene sul voto di fiducia alla Camera dei deputati.
• Il 24 gennaio 2008 il Governo Prodi cade a seguito del voto contrario alla fiducia. Votano contro la fiducia anche due dei tre senatori dell'UDEUR.
• Il giornale di partito il Campanile è stato oggetto di diverse indagini giornalistiche che ne hanno evidenziato la funzione "privata". In altri termini oltre un milione e trecentomila euro di finanziamenti pubblici (stando al solo 2005) sono serviti per pagare il contributo fattivo di Clemente Mastella [20], viaggi e trasferte della famiglia Mastella (98.000 euro nel 2005), liberalità e spese di rappresentanza (141.000 euro), liberalità (22.000), pacchi, dolciumi e torroni (17.000). In altri termini, secondo una indagine de L'Espresso, "all'ombra del 'Campanile' Clemente Mastella, i suoi familiari e le loro società hanno ottenuto soldi e vantaggi grazie a un giornale finanziato con i soldi dei contribuenti.
Nasce il PDL: AN e FI insieme al voto il 13 e 14 aprile
Ansa ROMA - Silvio Berlusconi, in collegamento con ‘Panorama del giorno’, dice addio ai simboli di Fi e An e annuncia un accordo con Gianfranco Fini per dar vita ad una lista unica, federata con la Lega, che avrà il simbolo del Popolo della libertà.
Il Cavaliere e’ al momento a colloquio con lo stesso Fini a Palazzo Grazioli.Berlusconi, nel corso della diretta telefonica, ha confermato le indiscrezioni di stampa su un’unica lista Fi-An. A Maurizio Belpietro, direttore di Panorama, che gli chiedeva se fosse vero che i due partiti si sarebbe uniti in una sola lista con un unico simbolo, il Cavaliere ha risposto: “Non soltanto Fi e An, ma tutti coloro che ci staranno”.
“Altro non è - ha proseguito Berlusconi - che un ulteriore passo avanti” in quel processo “che aveva trovato conferma pubblica a Piazza San Babila: un movimento grande e importante che unisse tutti i cittadini italiani, liberali e moderati, che non si riconoscono nella sinistra”. Quanto al nome della nuova formazione unica, Berlusconi non ha dubbi: “I cittadini - ha detto - hanno scelto il nome optando per il ‘Popolo della liberta’”. L’ex premier ci tiene a sottolineare che non si tratta di una risposta alla corsa solitaria di Veltroni. “Nessuna contromossa”, ha sostenuto, sottolineando poi che il leader del Pd “si doveva togliere dall’abbraccio mortale della sinistra”. I simboli di Fi e An dunque non ci saranno? “Né il simbolo di Fi né quello di An”, ha detto, annunciando che “entro oggi” ci sarà un “incontro con Fini e Bossi per definire i particolari”.
“Dentro il Popolo delle libertà saranno accolti tutti, spero anche l’Udc e tutti i rappresentanti dei partiti più piccoli che vorranno unirsi a noi, mentre la Lega, che è un partito territoriale, si federerà al Pdl”. Così Silvio Berlusconi, nel corso di ‘Panorama del giorno’ su Canale 5, precisa i contorni del progetto di una lista unica Fi-An. Il leader di Fi ha anche parlato di gruppi unici a Camera e Senato.
Casini: "L’imposizione di un partito unico rispondente ad una estemporanea operazione elettorale non ci interessa oggi come non ci interessava ieri". Così Pier Ferdinando Casini ha bocciato da Bologna l’ipotesi della lista unica lanciata. "Se la scelta di Berlusconi e Fini impedirà una nuova alleanza per il governo del Paese, ci presenteremo autonomamente, parlando agli italiani un linguaggio di verità e responsabilità". Il leader dell'Udc, però, non esclude la possibilità di una federazione con il Pdl: "E' una possibilità concreta a cui siamo disponibili".
La risposta del Cavaliere "Io spero che aderiscano, ma se l’Udc non aderisce noi andremo avanti ugualmente". Lo ha detto il presidente di Forza Italia conversando con i giornalisti al Plebiscito. "Nessuno può negare che siamo alleati - ha detto Berlusconi - ma non nella stessa coalizione. Per questo possono presentarsi da soli e poi in parlamento, quindi, potremo naturalmente trovare un accordo per farli entrare nell’alleanza". Per Berlusconi "l’Udc non può fare come la Lega che è un partito territoriale e che, come sul modello della Bavaria, credo si presenterà soltanto in certe regioni".
Fini: "D'accordo con Berlusconi" "Condivido la proposta di Berlusconi di dare al popolo del 2 dicembre, al popolo delle libertà, una unica voce in parlamento". Gianfranco Fini dopo un vertice di tre ore e mezza a Palazzo Grazioli con Berlusconi conferma la nascita della lista del Popolo delle libertà. "Abbiamo sempre sostenuto che tutti gli elettori del centrodestra sono animati da una spinta unitaria maggiore di quella degli eletti dei partiti. Il 13 aprile nascerà nelle urne un nuovo grande soggetto politico ispirato ai valori del Ppe, mi auguro che gli amici dell'Udc si uniscano a noi".
CASTELLI, BERLUSCONI ACCETTA POSIZIONI LEGA
MILANO - “Sostanzialmente Berlusconi accetta le posizioni della Lega, perché data la nostra peculiarità per noi non sarebbe stato possibile confluire e stemperarci in una lista unica”: lo ha detto il presidente dei senatori leghisti, Roberto Castelli, intervistato da Radio Padania a proposito delle dichiarazioni fatte da Berlusconi sul Pdl.
“Se gli altri partiti della Cdl - ha aggiunto Castelli - decidono di confluire in un unico simbolo mi sembra un fatto positivo, è anche una questione di semplificazione del quadro - ha aggiunto Castelli - La Lega, che ha la sua specificità si presenta federata e adesso occorre solo stabilire bene cosa vuol dire la parolina federata”. “Ma la sostanza - ha spiegato l’esponente leghista - per noi é il programma in cui ci devono essere i punti che riguardano la questione settentrionale. Noi porremo dei punti precisissimi, perché i patti siano chiari e l’amicizia lunga”. E all’intervistatore che gli ha chiesto se la questione delle tre Macroregioni che venne posta per la prima volta dal professor Gianfranco Miglio anni fa sia al centro del programma, Castelli ha replicato: “Questo è uno dei punti già noti e che sono stati elaborati nei mesi scorsi dal Parlamento del Nord che è stato l’organismo di spinta, elaborazione e sostegno della questione del Nord. Il nostro programma andrà concordato con gli alleati, naturalmente non ci aspettiamo che accettino tutto, ma certamente ci sono punti che per noi sono fondamentali e irrinunciabili”. “In ogni caso - ha concluso Castelli tornando alla questione del Pdl - il quadro si sta chiarendo bene a vantaggio delle elezioni. La semplificazione proposta da Berlusconi dimostra che non c’é bisogno di una nuova legge elettorale per chiarire le cose e andare incontro a quel che chiede l’opinione pubblica”.
100 politici da salvare e rispedire in Parlamento


