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Ansa ROMA - Silvio Berlusconi, in collegamento con ‘Panorama del giorno’, dice addio ai simboli di Fi e An e annuncia un accordo con Gianfranco Fini per dar vita ad una lista unica, federata con la Lega, che avrà il simbolo del Popolo della libertà.
Il Cavaliere e’ al momento a colloquio con lo stesso Fini a Palazzo Grazioli.Berlusconi, nel corso della diretta telefonica, ha confermato le indiscrezioni di stampa su un’unica lista Fi-An. A Maurizio Belpietro, direttore di Panorama, che gli chiedeva se fosse vero che i due partiti si sarebbe uniti in una sola lista con un unico simbolo, il Cavaliere ha risposto: “Non soltanto Fi e An, ma tutti coloro che ci staranno”.
“Altro non è - ha proseguito Berlusconi - che un ulteriore passo avanti” in quel processo “che aveva trovato conferma pubblica a Piazza San Babila: un movimento grande e importante che unisse tutti i cittadini italiani, liberali e moderati, che non si riconoscono nella sinistra”. Quanto al nome della nuova formazione unica, Berlusconi non ha dubbi: “I cittadini - ha detto - hanno scelto il nome optando per il ‘Popolo della liberta’”. L’ex premier ci tiene a sottolineare che non si tratta di una risposta alla corsa solitaria di Veltroni. “Nessuna contromossa”, ha sostenuto, sottolineando poi che il leader del Pd “si doveva togliere dall’abbraccio mortale della sinistra”. I simboli di Fi e An dunque non ci saranno? “Né il simbolo di Fi né quello di An”, ha detto, annunciando che “entro oggi” ci sarà un “incontro con Fini e Bossi per definire i particolari”.
“Dentro il Popolo delle libertà saranno accolti tutti, spero anche l’Udc e tutti i rappresentanti dei partiti più piccoli che vorranno unirsi a noi, mentre la Lega, che è un partito territoriale, si federerà al Pdl”. Così Silvio Berlusconi, nel corso di ‘Panorama del giorno’ su Canale 5, precisa i contorni del progetto di una lista unica Fi-An. Il leader di Fi ha anche parlato di gruppi unici a Camera e Senato.
Casini: "L’imposizione di un partito unico rispondente ad una estemporanea operazione elettorale non ci interessa oggi come non ci interessava ieri". Così Pier Ferdinando Casini ha bocciato da Bologna l’ipotesi della lista unica lanciata. "Se la scelta di Berlusconi e Fini impedirà una nuova alleanza per il governo del Paese, ci presenteremo autonomamente, parlando agli italiani un linguaggio di verità e responsabilità". Il leader dell'Udc, però, non esclude la possibilità di una federazione con il Pdl: "E' una possibilità concreta a cui siamo disponibili".
La risposta del Cavaliere "Io spero che aderiscano, ma se l’Udc non aderisce noi andremo avanti ugualmente". Lo ha detto il presidente di Forza Italia conversando con i giornalisti al Plebiscito. "Nessuno può negare che siamo alleati - ha detto Berlusconi - ma non nella stessa coalizione. Per questo possono presentarsi da soli e poi in parlamento, quindi, potremo naturalmente trovare un accordo per farli entrare nell’alleanza". Per Berlusconi "l’Udc non può fare come la Lega che è un partito territoriale e che, come sul modello della Bavaria, credo si presenterà soltanto in certe regioni".
Fini: "D'accordo con Berlusconi" "Condivido la proposta di Berlusconi di dare al popolo del 2 dicembre, al popolo delle libertà, una unica voce in parlamento". Gianfranco Fini dopo un vertice di tre ore e mezza a Palazzo Grazioli con Berlusconi conferma la nascita della lista del Popolo delle libertà. "Abbiamo sempre sostenuto che tutti gli elettori del centrodestra sono animati da una spinta unitaria maggiore di quella degli eletti dei partiti. Il 13 aprile nascerà nelle urne un nuovo grande soggetto politico ispirato ai valori del Ppe, mi auguro che gli amici dell'Udc si uniscano a noi".
CASTELLI, BERLUSCONI ACCETTA POSIZIONI LEGA
MILANO - “Sostanzialmente Berlusconi accetta le posizioni della Lega, perché data la nostra peculiarità per noi non sarebbe stato possibile confluire e stemperarci in una lista unica”: lo ha detto il presidente dei senatori leghisti, Roberto Castelli, intervistato da Radio Padania a proposito delle dichiarazioni fatte da Berlusconi sul Pdl.
“Se gli altri partiti della Cdl - ha aggiunto Castelli - decidono di confluire in un unico simbolo mi sembra un fatto positivo, è anche una questione di semplificazione del quadro - ha aggiunto Castelli - La Lega, che ha la sua specificità si presenta federata e adesso occorre solo stabilire bene cosa vuol dire la parolina federata”. “Ma la sostanza - ha spiegato l’esponente leghista - per noi é il programma in cui ci devono essere i punti che riguardano la questione settentrionale. Noi porremo dei punti precisissimi, perché i patti siano chiari e l’amicizia lunga”. E all’intervistatore che gli ha chiesto se la questione delle tre Macroregioni che venne posta per la prima volta dal professor Gianfranco Miglio anni fa sia al centro del programma, Castelli ha replicato: “Questo è uno dei punti già noti e che sono stati elaborati nei mesi scorsi dal Parlamento del Nord che è stato l’organismo di spinta, elaborazione e sostegno della questione del Nord. Il nostro programma andrà concordato con gli alleati, naturalmente non ci aspettiamo che accettino tutto, ma certamente ci sono punti che per noi sono fondamentali e irrinunciabili”. “In ogni caso - ha concluso Castelli tornando alla questione del Pdl - il quadro si sta chiarendo bene a vantaggio delle elezioni. La semplificazione proposta da Berlusconi dimostra che non c’é bisogno di una nuova legge elettorale per chiarire le cose e andare incontro a quel che chiede l’opinione pubblica”.


I sondaggi non sono uno strumento indispensabile della politica, se non altro per la volatilità dei loro risultati; l’umore del pubblico è condizionato da così tanti e variabili elementi che i sondaggi andrebbero replicati quotidianamente. Cionondimeno la tendenza che tutti registrano, e che permane inesorabilmente, assegna ad una coalizione di centrodestra la certezza di una vittoria elettorale con ampio margine. Chi fa appello ad un governo a tempo sostenendo l’inevitabilità di una riforma elettorale perché le regole vigenti non darebbero garanzie di stabilità, mente. Con questa legge il centrodestra avrebbe una schiacciante maggioranza alla Camera e notevoli margini al Senato. L’ingovernabilità che si paventa, insomma, è che non governerebbero loro. Sui collegi esteri il problema fu la frammentazione del centrodestra in più liste. Basta andare uniti e vinciamo anche lì.
La notizia è di quelle che faranno sicuramente piacere alla tifoseria lancianese. Di lui si era parlato qualche settimana fa.
Il suo nome era circolato con una certa insistenza perché dopo tante battaglie con la Roma e poi le ultime con l’Ascoli, era rimasto “disoccupato” e l’amicizia con Francesco Moriero, che è stato anche suo compagno di in casacca giallorosa, aveva appunto fatto ritenere che Marco Delvecchio sarebbe potuto finire a Lanciano.
Adesso pare che l’accordo sia stato raggiunto e per la società rossonera questo può rappresentare l’acquisto più altisonante della sua storia. Il curriculum del 35enne attaccante di Milano è impressionante: 326 gare giocate in serie A e 85 gol realizzati (in particolare con la Roma, dove ha segnato 77 gol in 269 presenze).
In Nazionale, dove ha giocato dal 1998 al 2004, ha totalizzato 24 presenze ed ha segnato 4 reti, la più significativa fu quello segnato alla Francia nella finale dell'Europeo 2000, persa dagli azzurri per 2-1 al golden gol. Ha vinto uno scudetto con la Roma nella stagione 2000-2001. Lo scorso anno ad Ascoli è rimasto vittima di un incidente al ginocchio. Moriero, come nel caso di Delli Carri, potrebbe impiegarlo in spezzoni di partita e apportare quel tasso d’esperienza fondamentale in una squadra giovane come il Lanciano di oggi. Entro domani se ne saprà di più. Per quanto riguarda la società, proseguono gli incontri tra Riccardo Angelucci e i nuovi soci che andranno a formare la base del nuovo Lanciano.
Stasera, secondo alcuni attendibili fonti, Angelucci ha visto la Roberta Prospero che ha il 7 per cento delle quote (che non sono state sequestrate, come invece avvenuto, su disposizione del Tribunale di Lanciano, per quelle di Patrizia Bernardi Patrizi, moglie del presidente Paolo Di Stanislao). Sempre secondo alcune voci circolate in giornata, la Prospero sarebbe disposta ad aumentare la sua partecipazione nella società. Molto dipenderà da quel che vorrà fare Angelo Renzetti. Il professionista di origini abruzzesi ma che vive in Svizzera, a giorni dovrebbe finalmente sciogliere il nodo sul suo ingresso in società, insieme ad altri imprenditori locali, che Angelucci incontrerà nella giornata di domani.
Fonte: Il Giornale della Frentania

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"La posizione di An nell'incontro che avremo con il Presidente Napolitano sara' assolutamente unitaria. Riteniamo che l'unica strada per uscire dall'attuale crisi sia quella di convocare subito le elezioni, non attendere altro tempo. L'Italia ha bisogno di un nuovo governo".
Cosi' il deputato di An Gianni Alemanno, oggi a margine di una riunione dei vertici regionali di An, riuniti a Fancavilla al Mare, per la conferenza programmatica regionale del partito. "Occorre evitare che ci siano assolutamente pateracchi che non servirebbero a fare le riforme, ma soltanto a confondere le idee agli italiani e a far perdere tempo all'Italia".
"In un grande atto di responsabilita', ha deciso di fare un atto d'amore nei confronti della Sicilia: dimettersi e andare a nuove elezioni."Cio' ha aggiunto Alemanno sulle dimissioni del presidente della Regione Sicilia Salvatore Cuffaro. "Cio' dimostra che quando ci sono di mezzo persone del centrodestra, ci sono gli atti di responsabilita' che, invece, non vediamo in personaggi come Bassolino. Il governatore della Campania ieri si e' fatto respingere la mozione di sfiducia. Cuffaro, invece, ha preferito dimettersi con un forte atto di responsabilita'".


Un esecutivo che mai prima di oggi è stato tanto contestato da tutte le categorie sociali, da tutti gli operatori, dall’intero Paese. Oggi l’Italia è più povera e più insicura. L’immigrazione e la sicurezza sono ancora priorità nell’agenda politica.
Ora è necessario ricominciare, il popolo italiano chiede una svolta, un segno forte di discontinuità. Il Parlamento ha finalmente recepito il malessere crescente e l’insofferenza serpeggiante tra i cittadini comuni stufi e impoveriti.
Chi verrà dopo Prodi, a seguito di elezioni regolari, avrà grandi responsabilità nel percorso di risanamento del Paese.
Cosa succederà nelle prossime ore? Gli scenari possibili sono 3:
Romano Prodi paga oggi a caro prezzo la sua arroganza e la sua testardaggine ma, putroppo, chi paga di più in questo momento è l’Italia tutta, perché è evidente il momento di enorme debolezza politica, ma anche economica e sociale, che il nostro paese sta attraversando.
La decisione più saggia (e forse più probabile) è quella di un governo istituzionale breve, con l’accordo dei principali partiti dei 2 schieramenti che convergono su una legge elettorale condivisa.
Una legge elettorale che dovrà impedire il sorgere di mini-aggregazioni partitiche, che spuntano come funghi già all’indomani delle elezioni, nel consesso parlamentare. Sbarramento alto, logica di coalizione, premio di maggioranza: ecco i cardini di una buona legge elettorale, buona per entrambi gli schieramenti, perchè garantisce governabilità e stabilità evitando un indegno ricatto quotidiano anche di singoli parlamentari, buona per il Paese che vuole e deve ripartire e combattere la recessione.
Vedremo nelle prossime ora cosa accadrà…
Marco Di Giovanni

