




Il blog ufficiale del Circolo di Alleanza Nazionale di Lanciano. Attività, comunicati stampa, riflessioni, news!
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"La posizione di An nell'incontro che avremo con il Presidente Napolitano sara' assolutamente unitaria. Riteniamo che l'unica strada per uscire dall'attuale crisi sia quella di convocare subito le elezioni, non attendere altro tempo. L'Italia ha bisogno di un nuovo governo".
Cosi' il deputato di An Gianni Alemanno, oggi a margine di una riunione dei vertici regionali di An, riuniti a Fancavilla al Mare, per la conferenza programmatica regionale del partito. "Occorre evitare che ci siano assolutamente pateracchi che non servirebbero a fare le riforme, ma soltanto a confondere le idee agli italiani e a far perdere tempo all'Italia".
"In un grande atto di responsabilita', ha deciso di fare un atto d'amore nei confronti della Sicilia: dimettersi e andare a nuove elezioni."Cio' ha aggiunto Alemanno sulle dimissioni del presidente della Regione Sicilia Salvatore Cuffaro. "Cio' dimostra che quando ci sono di mezzo persone del centrodestra, ci sono gli atti di responsabilita' che, invece, non vediamo in personaggi come Bassolino. Il governatore della Campania ieri si e' fatto respingere la mozione di sfiducia. Cuffaro, invece, ha preferito dimettersi con un forte atto di responsabilita'".
Un esecutivo che mai prima di oggi è stato tanto contestato da tutte le categorie sociali, da tutti gli operatori, dall’intero Paese. Oggi l’Italia è più povera e più insicura. L’immigrazione e la sicurezza sono ancora priorità nell’agenda politica.
Ora è necessario ricominciare, il popolo italiano chiede una svolta, un segno forte di discontinuità. Il Parlamento ha finalmente recepito il malessere crescente e l’insofferenza serpeggiante tra i cittadini comuni stufi e impoveriti.
Chi verrà dopo Prodi, a seguito di elezioni regolari, avrà grandi responsabilità nel percorso di risanamento del Paese.
Cosa succederà nelle prossime ore? Gli scenari possibili sono 3:
Romano Prodi paga oggi a caro prezzo la sua arroganza e la sua testardaggine ma, putroppo, chi paga di più in questo momento è l’Italia tutta, perché è evidente il momento di enorme debolezza politica, ma anche economica e sociale, che il nostro paese sta attraversando.
La decisione più saggia (e forse più probabile) è quella di un governo istituzionale breve, con l’accordo dei principali partiti dei 2 schieramenti che convergono su una legge elettorale condivisa.
Una legge elettorale che dovrà impedire il sorgere di mini-aggregazioni partitiche, che spuntano come funghi già all’indomani delle elezioni, nel consesso parlamentare. Sbarramento alto, logica di coalizione, premio di maggioranza: ecco i cardini di una buona legge elettorale, buona per entrambi gli schieramenti, perchè garantisce governabilità e stabilità evitando un indegno ricatto quotidiano anche di singoli parlamentari, buona per il Paese che vuole e deve ripartire e combattere la recessione.
Vedremo nelle prossime ora cosa accadrà…
Marco Di Giovanni
Invitiamo tutti gli eletti negli enti locali coinvolti nella "questione rifiuti" abruzzese a proporre il seguente ordine del giorno nei rispettivi consigli comunali già presentato da Alleanza Nazionale in Consiglio Provinciale e Comunale
Scarica qui l'OdG in formato Word (.doc)
ORDINE DEL GIORNO SUI RIFIUTI
IL CONSIGLIO PROVINCIALE/CONSIGLIO COMUNALE
PREMESSO
- che a distanza di circa tre anni la Regione Abruzzo si trova a dover affrontare nuovamente la problematica connessa all’emergenza rifiuti in Campania;
- che il Governo nazionale, lo scorso 9 gennaio, ha convocato i Presidenti delle Regioni invitando gli stessi a farsi carico di una quota parte dei rifiuti campani da smaltire;
- che nell’ambito di tale vertice il Presidente Del Turco ha aderito all’invito dando la disponibilità della Regione Abruzzo “sic et simpliciter” allo smaltimento dei rifiuti campani, in totale assenza di concertazione con i sindaci, i Presidenti delle Province, nonché i Presidenti dei Consorzi interessati;
- che tale decisione è stata assunta autonomamente dal Presidente Del Turco ed in evidente contrasto con quanto comunicato ufficialmente dal Dirigente del Servizio Regionale Dott. Franco Gerardini (cfr. Il Centro del 9/1/2008) il quale aveva chiaramente rappresentato la grave situazione di emergenza esistente in parte della Regione Abruzzo (L’Aquila e Teramo), costretta a smaltire fuori ATO ma anche fuori regione, posizioni poi immotivatamente ritrattate dallo stesso Geradini;
- che proprio per tali motivazioni (Cerratina che accoglie i rifiuti dell’Aquila, Isernia che accoglie quelli di Sulmona, Spoltore che accoglie quelli di Teramo), la DGR n. 1190 del 23/11/2007 pubblicata sul BURA speciale del 2/1/2008, testualmente recita che “permangono gravi difficoltà operative che non consentono un regolare svolgimento delle attività di smaltimento di rifiuti urbani, in particolare, nei territori delle Province di L’Aquila e Teramo e che tali difficoltà sono, non solo fonte di aggravi economici non più sopportabili per i bilanci degli Enti Locali interessati, ma stanno causando ulteriori difficoltà in altri territori (Province di Chieti e Pescara), per la “pressione” esercitata sugli impianti di smaltimento esistenti determinata dal conferimento di consistenti quote aggiuntive di rifiuti urbani provenienti dalle altre province”;
- che la Regione Abruzzo ha appena licenziato il Piano Regionale Rifiuti, che all’art. 34, comma 1), stabilisce l’assoluto divieto di smaltimento di rifiuti urbani provenienti da fuori regione, fatta eccezione per deroghe straordinarie concordate e autorizzate dalle Province interessate;
- che la Provincia di Chieti competente per territorio (la discarica di Cerratina in Lanciano è stata successivamente individuata con un dietro-front dal Dirigente Gerardini quale discarica oggetto dello smaltimento di ben 15.000 ton di rifiuti urbani provenienti dalla Campania nei prossimi 4 mesi) non è stata né coinvolta né interessata (dichiarazioni del Presidente Coletti nel Consiglio Provinciale del 10/01/2008);
- che la discarica di Cerratina rimane comunque di proprietà dei sindaci, che attendono da mesi il riconoscimento della volumetria sottratta agli stessi dai conferimenti obbligati extra provincia (soprattutto L’Aquila) del 2006 e 2007, e che devono essere essere necessariamente coinvolti nelle decisioni riguardanti la discarica stessa;
- che per lunedì 14 gennaio in Lanciano è stata disposta la convocazione d’urgenza dell’assemblea dei 53 sindaci e che sembra istituzionalmente corretto attendere la decisione che verrà assunta in quella sede
CONSIDERATO CHEil piano concordato tra il Commissario De Gennaro e i Presidenti della Regioni prevede lo smaltimento di alcune decine di migliaia di rifiuti compatti non meglio classificati nelle seguenti regioni: Piemonte, Abruzzo, Liguria, Emilia, Molise, Lazio, Calabria, Sicilia, Sardegna, Toscana con quantitativi variabili tali che l’Abruzzo comunque accoglierà rifiuti indifferenziati e compatti in misura
- 15 (quindici) volte superiore a quelli della Liguria
- 10 (dieci) volte superiore a quelli della Calabria e della Sicilia
- 5 (cinque) volte superiore a quelli del Molise
- 4 (quattro) volte superiore a quelli della Toscana
- 3 (tre) volte superiore a quelli dell’Emilia Romagna
Tutto quanto sopra premesso
DELIBERAdi impegnare il Presidente della Giunta Provinciale / il Sindaco ad inviare una nota ufficiale al Presidente Del Turco con cui si chiede:
-la revoca immediata di qualsiasi decisione assunta dalla Regione Abruzzo relativa allo smaltimento delle 15.000 tonnellate di rifiuti campani;
-il coinvolgimento delle Province interessate (delegate alla materia), dei Comuni sedi delle discariche individuate e delle Assemblee dei Sindaci dei Consorzi titolari delle stesse, al fine di valutare la possibilità di accogliere un quantitativo che venga comunque ridotto da 15.000 ton a 5.000 ton, valore in linea con quelli accettati dalle altre Regioni;
-l’intervento immediato dell’A.R.T.A. e dell’A.S.L. territorialmente competente al fine di classificare qualitativamente la tipologia dei rifiuti in ingresso, prima che ne venga autorizzato lo smaltimento in discarica (come, ad esempio, hanno imposto altre regioni, tra le quali il Lazio);
-che il Presidente Del Turco faccia formale richiesta al Governo Nazionale affinché si impegni a coinvolgere tutte le regioni d’Italia, senza distinzione alcuna, trattandosi di evento che riveste carattere di estrema urgenza e interessa, pertanto, l’intera Nazione;
-che dalla Regione Campania giungano, a fronte di questa ulteriore dimostrazione di solidarietà e disponibilità, segnali forti di assunzione di responsabilità per una situazione che nuovamente si è dimostrata priva di ogni e qualsivoglia strategia di governance .
Sulla questione rifiuti dalla Campania alla discarica di Cerratina a Lanciano, lo scempio che si sta consumando in questi giorni è sotto gli occhi di tutti.
Alleanza Nazionale di Lanciano si mobilita e sostiene ogni forma di protesta ed iniziativa a difesa del territorio frentano contro l’ennesima decisione scellerata ed inopportuna del governo regionale di Del Turco.
La “battaglia” va sostenuta ed intrapresa anche nelle istituzioni: chiediamo pertanto all’Amministrazione Comunale di Lanciano la convocazione di un consiglio comunale straordinario sull’argomento.
Contestualmente chiediamo che nella Assemblea straordinaria dei 53 sindaci soci del Consorzio comprensoriale di smaltimento, convocata lunedì prossimo, si valuti la possibilità di bloccare il provvedimento di conferimento dei rifiuti campani nella discarica di Cerratina.
La questione non è soltanto un problema politico, che ancora una volta mette in crisi il nostro territorio a causa di decisioni politiche sbagliate ed immotivate, ma presenta anche un profilo ambientale e di salute pubblica per i nostri cittadini: è inaccettabile che non vi sia nessuna garanzia sulla provenienza e sulla tipologia delle 15.000 tonnellate di rifiuti che verranno conferiti a Cerratina!
Abbiamo raccolto un pò di notizie su questo caso...
RIFIUTI: LANDOLFI, GOVERNO HA COLPE. ORA INDIVIDUI RESPONSABILI
"E' ormai ineludibile un'assunzione di responsabilità da parte vostra: il governo ha delle colpe ben precise per quanto sta accadendo in Campania e adesso ha il compito di individuare i responsabili, perché questa situazione che fa soffrire i napoletani fa arrossire tutti gli italiani agli occhi dell'Europa e del mondo intero".
Così il parlamentare di An Mario Landolfi, coordinatore regionale del partito in Campania, ha chiuso il suo intervento in aula alla Camera dopo la relazione del ministro Vannino Chiti sull'emergenza dei rifiuti in Italia. "Oggi - ha incalzato l'esponente di An - a riferire in aula non ci dovrebbe essere il ministro Chiti, ma il presidente del Consiglio che in questi giorni terribili non ha nemmeno trovato il tempo, o forse il coraggio, di recarsi in Campania".
"Ci saremmo aspettati da lei ministro Cireneo Chiti - ha sottolineato il deputato - una sincera autocritica e invece constatiamo che vi rimettete ancora una volta alla clemenza di quelle regioni che potrebbero aiutarvi a risolvere il problema. La differenza tra noi e voi è che noi le nostre responsabilità ce le siamo assunte sempre, mentre voi non ve le assumete e avete preferito delegittimare un commissario di Governo pur di salvare l'uniformità della facciata di Governo". Landolfi punta il dito contro il governatore della Campania Bassolino e chiede "in quale nazione al mondo un governatore che vede la propria Regione sprofondare nell'immondizia non passarebbe la mano?.
Per il deputato di An, infine, "non si può più nascondere dietro il sillogismo camorra-spazzatura: quello della camorra è un alibi che non può servire più a nessuno, perché questo problema non esiste in Calabria dove c'è la 'ndrangheta, non c'è in Sicilia dove c'è la mafia. Esiste in Campania".
"Bassolino non si dimette e il Governo Prodi ancora non procede a commissariarlo: un disgustoso esempio di attaccamento alla poltrona. I ragazzi campani oggi stanno difendendo la dignità della politica e dell'Italia. Azione Universitaria è orgogliosa della manifestazione contro Bassolino".
Così Giovanni Donzelli, presidente nazionale di Azione universitaria, movimento studentesco vicino ad An, commenta la manifestazione di questa mattina indetta da AU e da AG di Napoli fuori dalla Regione Campania."Se Bassolino non ha la dignità di dimettersi, deve essere cacciato - prosegue Donzelli - quando un imprenditore sbaglia tutto, fallisce; è impensabile che un politico dopo aver causato disastri di queste dimensioni, resti tranquillamente al proprio posto. I nostri ragazzi di Napoli, guidati da Sansoni, Foderini e Argo, non si fermeranno certo con la manifestazione di oggi. Napoli è un gioiello che deve essere difeso ad oltranza dal malgoverno".
"E' finita la favola della presunta superiorità della sinistra nel governare. Bassolino e la Iervolino in Campania, Veltroni a Roma e Prodi al Governo - conclude Donzelli a nome dei giovani studenti di destra - dimostrano tutta la superficialità della politica basata sull'apparenza".
In Abruzzo netta debacle per gli amministratori del centrosinistra:
Mauro Febbo (AN) all’attacco su Coletti in caduta libera
Ecco il commento impietoso di Mauro Febbo, capogruppo di Alleanza Nazionale in Consiglio Provinciale ed ex presidente della Provincia di Chieti sulla pessima performance di Coletti:
"Un'altra sonora bocciatura si abbatte sulla Provincia di Chieti. Dopo quella sulla Qualita' della vita, che vede la provincia al 72esimo posto dopo aver perso ben 18 posizioni, dal quotidiano Il Sole 24 ore arriva oggi la nettissima bocciatura del presidente Tommaso Coletti il quale, nella classifica sul gradimento dei presidenti delle Province d'Italia, e' precipitato al 98esimo posto, praticamente in caduta libera, ultimo fra i presidenti delle Province d'Abruzzo, con un indice che si attesta al 45%".
"Un risultato pesantissimo, se si considera che, ancora una volta, a dare il voto all'operato di Coletti sono direttamente i cittadini. Ma era difficile immaginare un risultato diverso. Il presidente Coletti risponde alle circostanziate e documentate critiche dei Gruppi consiliari di minoranza con insulti personali e, fatto ancora piu' grave, non risponde sui problemi veri.
Non da' risposte sul rispetto del Patto di Stabilita', sul futuro delle societa' Ops e Alesa, sul proliferare dei lavoratori interinali, sulla sostanziosa variazione di bilancio che bisognera' fare entro febbraio, sui debiti verso i fornitori che non vengono pagati perche' altrimenti salta il Patto di Stabilita', sui lavori piu' volte annunciati ma che non partono lungo la Fondo Valle Alento, su quelli interminabili per il dissesto idrogeologico di Lanciano mentre solo dopo tre anni e mezzo possono iniziare quelli della rotonda di Marcianese.
In compenso marcia spedita l'organizzazione delle festicciole e dei buffet pagati con i soldi dei cittadini. Quanto al capogruppo del Partito Democratico Camillo D'Amico farebbe bene, piuttosto che a difendere una Giunta indifendibile, a tenere unito il suo gruppo politico che nello spazio di pochi mesi ha perso il consigliere Palmerino Fagnilli ed ha visto le dimissioni del consigliere Silvio Paolucci da delegato al Bilancio e del consigliere Amedeo D'Ortona dalla commissione Urbanistica. Come dire che alla bocciatura dei cittadini si e' aggiunta quella di pezzi importanti della stessa maggioranza".
Di Stefano (AN): Del Turco, sempre più "sgradito" agli abruzzesi...
«Il governo del centro-sinistra in Abruzzo: una debacle» è il commento del coordinatore regionale di An Fabrizio Di Stefano ai dati pubblicati questa mattina dal Sole 24 Ore sul gradimento di governatori, presidenti di provincia e sindaci dei comuni capoluogo.«A guidare la poco onorevole classifica dei meno amati dai cittadini è naturalmente il padre-padrone della sinistra abruzzese, Ottaviano Del Turco, posizionato al penultimo posto, capace di fare peggio anche del Bassolino sommerso dai rifiuti e meglio solo del suo collega ligure Burlando, noto per le discutibili evoluzioni automobilistiche contromano in autostrada: d’altronde è noto – sottolinea ironicamente Di Stefano – che Del Turco non guida…».«Se questa è la Regione che corre di cui parla il governatore – prosegue Di Stefano – due sono le alternative: o gli abruzzesi non se ne sono accorti oppure è una corsa che ci porta dritti dritti ad un precipizio, considerato che il timoniere non sembra aver chiara la rotta».«Per quanto riguarda i presidenti di provincia – continua il coordinatore di An – i quattro esponenti del Pd a capo delle rispettive amministrazioni si trovano in piena zona retrocessione: D’Agostino è 79°, la Pezzopane 85°, De Dominicis 87° e, buon ultimo, Coletti 96°».«Il Governance Poll diramato dal quotidiano di Confindustria – conclude Di Stefano – disegna in maniera inequivocabile lo stato d’animo degli abruzzesi, gravati da una morsa fiscale insostenibile e da una disoccupazione che in certe aree tocca il 30%, che assistono ad una mancanza di qualsiasi strategia di rilancio del territorio, ad un utilizzo scriteriato delle risorse e ad una incapacità diffusa di dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini: un panorama a tinte fosche creato dal centro-sinistra che non hanno mancato di bocciare sonoramente attraverso le risposte al sondaggio del Sole 24 Ore».