lunedì 15 ottobre 2007

Partito Democratico: la farsa è servita!




Alla fine niente di nuovo sotto il sole del nascente Partito Democratico, sia in Abruzzo che in Italia.
Veltroni eletto segretario con Prodi già Presidente. Luciano D’Alfonso segretario regionale abruzzese, dopo l’accanita lotta intestina che ha portato Del Turco a minacciare le dimissioni da Governatore della Regione per non aver potuto vincere il capriccio di essere lui, e non Luciano, il segretario regionale del PD. Dimissioni ovviamente e pietosamente ritirate in quattro e quattr’otto!
Insomma, tutto come da copione, ormai stranoto da tempo.

Luciano e Walter vengono da storie lontane e distanti, uno dagli atteggiamenti del buon pretino di campagna, l’altro comunista fino alla caduta del Muro di Berlino e poi improvvisamente dimentico del suo passato, dichiarando addirittura di non esserlo mai stato… eppure sono così simili nel loro modo di fare politica… loro due, gli “uomini della Provvidenza”, intrisi di ecumenismo buonista e paternalista, dai toni pacati e soffusi, chiacchiere in libertà e concretezza zero, la loro onnipresenza prezzemolina al limite del fastidio e del ridicolo, sbandierando un “modello Roma” o un “modello Pescara” che non c’è!
Sono loro che guideranno il riscatto del centro-sinistra che oggi è -di fatto- minoranza nel Paese? Ed il Partito Democratico sarà una stampella per il Governo o contribuirà anch’esso ad affossarlo definitivamente?

Ma sono molte altre le cose su cui riflettere…
Innanzitutto la tanto sbandierata partecipazione “democratica” del popolo italiano a questo “straordinario evento” di massa è sempre difficile da dimostrare in questi casi. Non vogliamo mettere in discussione i numeri sull’affluenza perché non ne avremmo comunque i mezzi ed anche perchè la partecipazione della comunità alla vita politica è sempre un aspetto aprezzabile.
Però qualche dubbio in merito è più che fondato come dimostrato oggi da alcuni quotidiani, ma anche da “Striscia la notizia”, evidenziando come sia stato semplice per un potenziale elettore poter votare in più seggi senza nessun problema. La conseguenza è ovvia: perde fortemente di credibilità l’esito finale del voto e tutta la macchina organizzativa messa in piedi per le primarie!
Ma la cosa più grave è che molti italiani hanno votato il segretario di un partito che non c’è, un partito che non ha una sua anima, che non ha un suo programma, che non ha dei riferimenti valoriali ben specifici… insomma uno scatolone vuoto ancora tutto da costruire.


E poi ancora, nessuno ha detto che la partecipazione della base è una partecipazione soltanto di facciata: le liste che appoggiavano i candidati erano comunque liste bloccate, senza possibilità di esprimere nessuna preferenza ma soltanto di accettare in blocco una rosa di nomi già preconfezionata dalle correnti di partito… diciamo un po’ simile al tanto vituperato sistema elettorale ancora in vigore che nel 2006 non ha dato a noi elettori la possibilità di scegliere i candidati ma soltanto di delegare, con un vero e proprio atto di fede, il nostro mandato elettorale ad una lista la quale, a monte, aveva già inserito il nominativo bloccato.

E così si viene a scoprire che il parlamentino eletto ieri, e a cui è affidato il compito di creare quello che non c’è, è diviso in mille correnti di potere interno, studiate a tavolino, scientificamente, in modo da non garantire a nessuna di esse una netta maggioranza.

Insomma, un partito nuovo che non c’è, nato già vecchio e che eredita le peggiori logiche spartitorie dei peggiori partiti politici italiani e che ripone nel divino Walter tutte le sue speranze per non cadere definitivamente nel baratro!

1 commento:

l'arena ha detto...

Con la faccia che ti ritrovi ispiri molta fiducia..