domenica 4 novembre 2007

Critiche alla nuova legge regionale sui centri commerciali. La posizione di Alleanza Nazionale.

"Anche a nome dei colleghi Mauro Febbo, Filippo Andreacola, Mario Ciarrapico, intendo presentare un ordine del giorno urgente sul Commercio nella nostra Regione perché venga inserito e discusso nel primo consiglio utile a venire. Ciò perchè si giunga ad impegno del Presidente della Giunta Provinciale perché invii una nota ufficiale con la quale si motivi la formale richiesta di abrogazione immediata degli emendamenti modificativi della legge regionale 25 sul commercio”. E’ la premessa con la quale Antonio Tavani e gli altri esponenti del gruppo del Gruppo Consigliare di Alleanza Nazionale in Provincia hanno presentato una richiesta ufficiale perché anche la Provincia, come già fatto dalle associazioni di categoria, faccia sentire la propria voce in merito al nuovo piano commerciale che se fosse attuato metterebbe in ginocchio le piccole attività grazie alle quali molti paesi ancora riescono a restare vivi.
Il Gruppo Consiliare di AN nel Consiglio Provinciale di Chieti:
Mauro Febbo, Antonio Tavani, Filippo Andreacola, Mario Ciarrapico



“Vorremmo l’impegno del Presidente del Consiglio Provinciale perché trasmetta la presente delibera al presidente del Consiglio Regionale, al Governatore della regione Abruzzo, all’Assessore al ramo, ai Capigruppo in Consiglio Regionale – dice Tavani –. Recentemente la Regione Abruzzo ha legiferato sulla materia del commercio, di fatto dando il via alla totale liberalizzazione dei Centri Commerciali, sulla nuova apertura dei quali si esprimeranno solo i Sindaci dei Comuni interessati; l’iniziativa, adottata a seguito di una votazione avvenuta in piena notte – un vero e proprio blitz politico/amministrativo – ha prodotto due modifiche alla legge regionale n. 25 sul commercio contrariamente a quanto la Giunta Regionale Del Turco comunica, tale decisione ha escluso – nei fatti e nella sostanza – il benché minimo sforzo di concertazione, avendo la maggioranza della Regione Abruzzo portato a casa una modifica sostanziale senza la condivisione – e nemmeno la partecipazione al tavolo - da parte delle associazioni di categoria, dei sindacati, insomma di tutte le parti sociali interessate dal provvedimento; tutte le associazioni di categoria – in primis Confcommercio e Confesercenti – hanno pesantemente protestato contro il blitz. Ancora una volta la politica regionale abruzzese si dimostra debole ai richiami della grande distribuzione e penalizzante verso i piccoli centri interni e i piccoli imprenditori del commercio. La vitalità, anzi la sopravvivenza dei tantissimi piccoli centri della nostra Provincia è legata alla possibilità dell’apertura libere delle piccole attività commerciali nei giorni festivi, unica liberalizzazione portatrice di nuovo impulso socio-economico e turistico dell’Abruzzo e della Provincia più internaNon devono essere infine sottovalutati due aspetti sociali assai rilevanti e sempre meno all’attenzione della politica dl Governo Del Turco :

1) spesso la proprietà delle grandi catene non è nazionale, anzi difficilmente è riconducibile a imprenditori italiani, per questo, ma soprattutto per la natura dei contratti che tali catene stipulano con il personale, lo stesso non ha garanzie di stabilità, andando sovente incontro a contratti a tempo, part-time, difficilmente rinnovabili, ed anche numericamente fluttuanti, da un inizialmente alto ad uno via via sempre più ridotto;

2) che quindi tali riforme non possono produrre alcun valore aggiunto dal punto di vista dell’occupazione stabile, dello sviluppo sociale e economico della nostra Regione e della nostra Provincia.
Infine la nascita di nuovi iper e mega centri commerciali, e la loro diffusione sul territorio, soprattutto in quello più interno, non farebbe altro che consegnare quel che resta di un commercio piegato sulle ginocchia dalla crisi e dall’esasperato inasprimento fiscale alla grande speculazione edilizia e finanziaria.
Il ruolo della Provincia – concludono Tavani e gli altri esponenti di Alleanza Nazionale – deve essere anche teso al riequilibrio delle opportunità tra le aree interne e i grandi centri, raggiungibile attraverso la valorizzazione delle vere risorse dell’Abruzzo interno (turismo, tipicità, emergenze culturali, tradizioni e folclore, centri storici intatti) oltre che delle sue intelligenze e della loro capacità di innovazione, per questo è doveroso assumere una posizione istituzionale di ferma condanna all’operato della Regione Abruzzo sulla questione della Legge sul commercio, nella sostanza delle modifiche apportate e nella forma discutibile con la quale sono state votate”.
Fonte: Il Giornale della Frentania

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