domenica 23 dicembre 2007

La Squilla 2007 a Lanciano

Buona Squilla a tutti i lancianesi!



Anche quest’anno si è rinnovata la tradizione religiosa della Squilla, il tintinnio della campanella posta sulla Torre Civica che alle 19 in punto si unisce alle campane di tutte le chiese della città.

E’ un momento solenne, un momento per ritrovarsi in famiglia, per stare insieme e celebrare l’inizio delle festività natalizie.

A tutti i lancianesi che vivono a Lanciano e a tutti i lancianesi nel mondo, che quest’anno non hanno avuto la fortuna di tornare nella terra natìa, va il nostro sereno e sincero augurio di Buone Feste.




La Squilla di Lanciano


Da oltre tre secoli a Lanciano la festa di Natale comincia prima che altrove e precisamente nelle prime ore serali dell'antivigilia, quando si ripete la tradizione della Squilla.
Il 23 dicembre, verso l'imbrunire, le vie della cittadina si riempiono di insolita animazione. I negozi abbassano le saracinesche, i passanti si scambiano gli auguri e ai primi rintocchi della campanella - chiamata per l'appunto Squilla - posta sulla torre civica, tutti si avviano verso la chiesa della Iconicella, distante circa 3 chilometri dal centro.
Qui si svolge una breve cerimonia religiosa che dà alla cittadinanza l'occasione di ritrovarsi e rinnovare i vincoli di amicizia e di solidarietà civile. Subito dopo ognuno prende la via di casa.Alle diciannove, infatti, quando lo scampanio solenne di tutte le chiese si aggiunge al tintinnare della Squilla, ogni lancianese continua la commovente tradizione del baciamano al capo di casa o alla persona più anziana della famiglia. La cerimonia domestica si svolge in un clima di affettuoso rispetto e spesso segna il superamento di piccole incomprensioni o la pacificazione di contrasti. I giovani porgono gli auguri ai genitori che ricambiano, benedicendoli e consegnando i doni natalizi. La famiglia si riunisce intorno alla tavola ed ha inizio una cena che, pur non raggiungendo la varietà delle portate che costituiranno quella della vigilia, ha pur sempre un aspetto festivo e particolare. Nelle case che ne sono ancora provviste viene acceso il camino ed è il capo famiglia che pone sul focolare il tecchio che durerà fino al giorno della Befana. Le origini della gentile usanza risalgono al 1607, quando Paolo Tasso, vescovo della città, noto per la sua pietà e devozione, iniziò a recarsi in pellegrinaggio penitenziale la sera del 23 dicembre, a piedi scalzi, fino alla chiesa dell'Iconicella. La pratica devozionale del vescovo era accompagnata dal rintocco della Squilla e si concludeva con l'abbraccio pastorale con i suoi fedeli che, in quell'occasione, estendevano sentimenti di solidarietà ed affetto anche nell'ambito familiare.

Fonte: http://www.profesnet.it/dabruzzo/tradizioni/calendario_abruzzese/1223_lanciano_squilla.htm

Per saperne di più
Gennaro Finamore, Tradizioni popolari abruzzesi, Palermo 1891
Emiliano Giancristofaro, Tradizioni popolari in Abruzzo, Newton Compton, Roma 1995

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