sabato 15 dicembre 2007

G8: condannati 24 no global a 102 anni. E' il primo dei processi sui fatti del luglio 2001 che giunge a conclusione.

da Corriere.it

GENOVA - Sono stati condannati a oltre 102 anni di reclusione 24 dei 25 no global accusati per i fatti del G8 del luglio 2001 a Genova.. Nadia Sanna è stata assolta per non aver commesso il fatto. L'accusa di devastazione e saccheggio è stata riconosciuta solo per una decina di persone, per coloro che hanno avuto pene più minori i reati sono stati derubricati in furto e danneggiamenti. I pubblici ministeri, Anna Canepa e Andrea Canciani, nella loro requisitoria dello scorso 23 ottobre avevano chiesto un totale di 225 anni di carcere nei confronti degli imputati accusati a vario titolo.

CONDANNE - Il collegio giudicante, presieduto da Marco Devoto, ha condannato a 11 anni la lecchese Marina Cugnaschi (41 anni, considerata una black bloc), a 10 anni e sei mesi Francesco Puglisi e Vincenzo Vecchi, a nove anni Alberto Funaro, a 7 anni e dieci mesi Carlo Cuccomarino, a 7 anni e otto mesi Antonino Valguarnera, a 7 anni e sei mesi Carlo Arculeo, a 6 anni e sei mesi Dario Ursino, a 6 anni Ines Morasca, a 5 anni Massimiliano Monai (l'uomo che lanciava una trave durante l'assalto alla camionetta dei carabinieri in cui fu ucciso Carlo Giuliani), a due anni e sei mesi Paolo Putzolu, a un anno e 8 mesi Paolo Dammicco, a un anno e sei mesi Fabrizio De Andrade, a un anno e 5 mesi Federico Da Re, Angelo Di Pietro e Filippo D'Avanzo, a un anno e 4 mesi Duccio Bonetti e Stefano Caffagnini, a un anno e due mesi Antonio Fiandra e Francesco Toto, a 11 mesi Tabar Firouzi, a dieci mesi Luca Finotti, a sei mesi Mauro Degl'Innocenti e a 5 mesi Domenico Ceci.

CORTEO NO GLOBAL - In attesa della sentenza si erano riuniti anarchici e no global nel centro storico di Genova, tenuti sotto controllo dalle forze dell'ordine. Dopo la sentenza una cinquantina di persone sono partite in corteo da piazza Raibetta diretti al centro del capoluogo ligure.

COMMENTI - «Giustizia è fatta», è stato il primo commento di Roberto Castelli, presidente dei senatori della Lega Nord e ministro della Giustizia all'epoca dei fatti. «Per completare l'opera occorre scoprire l'identità dei black bloc che nessuno è mai riuscito a identificare». Di tenore opposto le parole di Francesco Caruso, ex capo no global e ora deputato di Rifondazione comunista: «Le pesanti condanne sono un indegno e inquietante attacco repressivo. Bisogna tornare in piazza immediatamente per esprimere la nostra indignazione». Paolo Cento (Verdi): la sentenza «stravolge la realtà dei fatti: si rischia di consegnare alla storia le giornate di Genova come responsabilità dei no global». Francesco Storace, segretario di La Destra: «Si rimuova la lapide al Senato intitolata a Carlo Giuliani». Jole Santelli, responsabile sicurezza e immigrazione di Forza Italia: «Dopo sei anni la verità viene a galla. Ci aspettiamo che sia fatta presto chiarezza anche sull'inquisizione cui sono state sottoposte le forze dell'ordine». Maurizio Gasparri (An): «Finalmente giustizia è fatta nell'unico modo possibile: la verità. Si è dimostrato che furono i no global a provocare le violenze che videro un'intera città in ostaggio». Pino Sgobio, capogruppo dei Comunisti italiani alla Camera: «Chi ha effettivamente devastato Genova vive tranquillo e in libertà, e a pagare sono quelli che manifestarono pacificamente».
E' stata fatta giustizia solo in parte visto che erano stati chiesti 225 anni di carcere nei confronti degli imputati ed invece sono stati condannati soltanto a 102 anni complessivi!
Ora la speranza è che ci sia certezza della pena... staremo a vedere!!

1 commento:

Anonimo ha detto...

Articolo tratto dal portale Indymedia al link:

http://piemonte.indymedia.org/article/8908

Scoop: Ecco come il Sismi spiava Roppo & Canepa (nonché CARIGE e CIR)

SISMI: “Operazione Cavallo di Troia” ecco come il servizio segreto militare attenzionava centri sociali, alta finanza, avvocati, banche ed iraniani.

Palazzo di Giustizia di Genova, P.zza di Portoria 1. Lo stramaledetto “Armadio della vergogna”. continua a vomitare faldoni che dovrebbero rimanere sopiti per molto tempo ancora. Ecco come il Sismi attenzionava Roppo & Canepa nonché C&C (Carige & Cir e Coe & Clerici). A smascherare lo 007 del Sismi non i CC (Carabinieri) ma il duo inquirente Canepa & Canciani.
Accidenti se li ha fregati. Li ha fregati tutti, quell'Altana…. L’agente del Sismi Altana Pietro sembra l'unico a custodire certezze in questa intricata spy story dove la realtà è tutto meno ciò che sembra, sfuggente come la sabbia di queste spiagge liguri. Li ha fregati tutti. Le banche, l’alta finanza, i centri sociali, gli iraniani. Forse anche i giudici. E ora tremano anche alcuni magistrati. L’armadio della vergogna è quel famoso archivio dove pare siano stati riposti per anni tutti quei fascicoli scomodi da tenere al riparo da occhi indiscreti. Almeno un ripiano dell’archivio segreto di P.zza Portoria, è proprio riservato a lui: Altana Pietro. La spia del servizio segreto militare che è andato a battere nei centri sociali in cerca di informazioni per il Sismi.

Qui una sintesi:

- “Altana Pietro: lo 007 del SISMI che spiava i centri sociali (e non solo)”
http://piemonte.indymedia.org/article/5620

Lo 007, all'anagrafe Altana Pietro, è conosciuto anche con alcuni strani pseudonimi come "Guglielmo Dabove" e/o “Franco Ugo Davolio” (“Diavolio” sarebbe più corretto). Ha 49 anni, look alla kojak (capoccia lucida e rasata) elegante e con la faccia da bravo ragazzo. Per alcuni non è che un Robin Hood in giacca e cravatta. Ma chi sia davvero, nessuno - neppure i giudici di palazzo di giustizia di Genova - possono dirlo con esattezza. La sua storia è la trama di un intrigo internazionale, un racconto che si snoda ricco di insidie tra spie e servizi segreti, depistaggi, presunti rapimenti, export di armi per l’Iran etc etc. Di sicuro si sa che Altana Pietro, esperto informatico nato a Torino da una famiglia di origini genovesi, doppio passaporto – italiano e americano - ha sottratto documenti riservati alle più importanti società italiane ed estere, nonché informazioni super-segrete a prestigiosi avvocati d’affari.

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